Ponte di Vigo
Per il suo sito e la sua imponenza ed eleganza, il ponte di Vigo non si può considerare semplicemente come una struttura che risponde al canone dell’utilità, come succede per gli altri otto ponti che scandiscono in modo molto razionale l’intero percorso del canal Vena, mettendo in relazione la parte più popolare del centro storico con la piazza, cuore della vita amministrativa e commerciale.
La sua diversità, dovuta anche alla sua maestosità, lo ha fatto considerare come un vero arco di un’immaginaria porta d’accesso alla città per quanti provengono via acqua. Con una certa corrispondenza rispetto all’altro arco della porta di Santa Maria, che troviamo all’estremo opposto della piazza e segna l’ingresso per quanti arrivano da terra.
Nello stesso tempo appare anche quasi una balconata aperta verso la laguna. Un posto d’osservazione d’eccezione, coccolato da artisti, come Mosè Bianchi, Leonardo Bazzaro, fino a Pio Semeghini, che lo hanno immortalato come scenario, ma anche come postazione.
La prima testimonianza scritta della sua esistenza risale al
XIV sec.. E’ quella di un cronachista della Guerra di Chioggia, Daniele Chinazzi, che lo ricorda come luogo in cui si consumò uno dei momenti dell’eroica e disperata difesa dei chioggiotti, guidati dal podestà Pietro Emo, contro i Genovesi proiettati verso l’occupazione della città nell’agosto del 1379 [1].
 
Sucessivamente viene documentato anche nel 1408 [2].
La prima attestazione grafica risale, invece, al 1567, data della pianta prospettica della città, disegnata da Cristoforo Sabbadino. Ovviamente in origine la sua struttura era in legno, come quella degli altri ponti lagunari.
La sua ricostruzione in pietra risale al 1684, durante la reggenza del podestà Francesco Morosini, nel pieno della guerra con il Turco, come è comprovato da un’iscrizione posta nel centro dell’arco nel lato prospiciente la laguna.

In questa lapide, sormontata da otto stemmi gentilizi, si può leggere:

“IN TEMPO DE DD
ZUANNE MOSCHENI
VINCENZO BOEGAN
VALERIO NORDIO
DEPUTATI
ZUANNE CIRIELLO
AGOSTIN GAMBALAIGA
VINCENZO BONIVENTO
CONSIGLIERI
FU FATTA LA PRESENTE
OPERA”

La  decorazione  marmorea  del  ponte  viene  realizzata  nel 1762. Sull’arcata  in muratura vengono montate le balaustre in pietra d’Istria a colonnine e, sui piccoli pilastri terminali, quattro leoncini, recanti i cartigli con armi varie. Quello rivolto a nord ovest, verso l’approdo riporta lo

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