Il memoriale del colonnello Smeraldi
sulla resa dei tedeschi e la liberazione di Chioggia

Solo poche righe per introdurre e inquadrare questo documento storico: il memoriale del colonnello Fausto Smeraldi sulla affannosa trattativa che portò alla resa della guarnigione tedesca nella nostra città e permise una liberazione senza ulteriori spargimenti di sangue.
Si tratta di un documento importante, perché costituisce un prezioso tassello nella ricostruzione di questo momento nodale della nostra storia, utile a comprendere fin nei dettagli il succedersi degli avvenimenti e a puntualizzare meglio e fuori di ogni retorica di parte ruoli, meriti e responsabilità dei protagonisti allora in campo.
L’acquisizione di questo memoriale, una trentina di pagine dattiloscritte con alcune correzioni fatte a mano, è stato possibile, dopo 60 anni dalle vicende descritte, grazie ad alcun familiari del Col. Smeraldi, in particolare di una sua nuora, la signora Velia Zambon Smeraldi, che ha individuato tra le carte del suocero l’importanza di questo documento e lo ha gelosamente conservato fino a questo momento. E’ stata lei che, dopo le celebrazioni del 60° della Liberazione, lo scorso anno, promosse con un certo risalto (scoprimento di una lapide a Padre Antonio Carisi, stampa e diffusione di un opuscolo sugli avvenimenti e personaggi della nostra Resistenza, spettacolo originale sui momenti salienti della nostra liberazione “Fuochi di libertà”), ha ritenuto che fosse

 
ormai maturo il momento di tirarlo fuori dal cassetto per farlo diventare patrimonio di tutti.
Indubbiamente questo memoriale per certi aspetti risulta un contributo sostanziale alla ricostruzione della verità, visto che finora di quei momenti dai più definiti “epici” e ancora stampati nella memoria della nostra gente, esistevano soltanto delle memorie postume e per di più parziali. Gli stessi documenti ufficiali riportano di questi fatti soltanto dei riferimenti molto riduttivi. E ha anche il merito di mettere ordine alle date fissando con scrupolo e precisione non solo i giorni di quegli storici eventi, ma perfino le ore e le modalità dettagliate con cui avvenne la resa delle forze occupanti e della liberazione della nostra città.
Ciò che balza immediatamente all’attenzione in questo memoriale, è il ruolo da protagonista giocato in queste ore frenetiche dal colonnello Smeraldi, che invece il più delle volte, nei racconti di parte finora conosciuti, veniva descritto piuttosto come una passiva “controfigura”, chiamata in causa all’ultimo minuto per ratificare “formalmente” un traguardo raggiunto da altri. Emerge invece come un vero protagonista, un personaggio che in quei momenti drammatici sa leggere la complessità della situazione, sa gestire il travaglio anche logistico per giungere al famoso tavolo della firma della resa e al relativo disarmo delle guardie nere, mostrando doti di equilibrio e di mediazione determinanti per il raggiungimento dell’importante obiettivo. Con uno stile da attento cronista, in modo sobrio, un po’ distaccato, ma non per questo estraneo a giudizi su persone e cose, fissa per la storia, quasi scolpendoli a tutto tondo, i personaggi di quella partita, dell’uno e l’altro fronte, di quelli che hanno favorito, ma anche quelli che invece hanno frenato se non
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