60° Anniversario di "Nuova Scintilla"
presentazione volume di don Vincenzo Tosello “Vent’anni di storia nelle pagine del settimanale della Diocesi di Chioggia ‘Nuova Scintilla (1945-1965)”
sala del Consiglio comunale – 12 dicembre 2005
Una premessa, anzi due.
1ª. Ringrazio don Vincenzo per aver scelto me per presentare questo suo libro. Ci tengo a precisare che questo reciproco impegno è precedente all’incarico di amministratore comunale. Mi aveva chiesto come cultore di storia locale, che in particolare si è occupato del Novecento, periodo in cui si colloca questo importante lavoro. E credo anche per la mia ultraventennale attività giornalistica. Che poi oggi mi trova a discutere di questa esperienza giornalino-editoriale come assessore alla comunicazione, credo sia una semplice felice coincidenza, che va comunque ad onore mio e della città che in questo rappresento.
2ª. A questa lunga storia del settimanale diocesano posso vantarmi di aver partecipato anch’io (e non solo in modo saltuario o occasionale, cosa che di tanto in tanto continuo a fare ancora), ma da collaboratore fisso: nello specifico come cronista sportivo, alla fine degli anni ’60, quando il Sottomarina calcio aveva raggiunto la serie C. Allora ero studente universitario e mi firmavo con lo
pseudonimo SERA.
Ricordo che ogni lunedì consegnavo l’articolo ad uno studente che andava a studiare a Rovigo (certo Pretin), che passava per andare a scuola per l’Ipag, dove allora si stampava il giornale.

Ma veniamo al tema.

Questo volume di oltre 400 fittissime pagine è la tesi di laurea in storia (una delle tante) di don Vincenzo, discussa due/tre anni fa con il prof. Angelo Ventura che ne ha curato la presentazione. Dico subito, senza tanti preamboli, che secondo me, è un libro molto

 

importante per la conoscenza storica del nostro territorio (non solo per Chioggia, ma anche per Cavarzere e il Polesine).
Importante soprattutto per quanti fanno ricerca e gli appassionati di storia (non si può leggere come un romanzo e neppure come un semplice saggio), perché, come dice bene anche il prof. Ventura, è una sorta di “Archivio” da consultare quando si vogliono approfondire alcuni aspetti della storia sociale, economica, politica, del costume e soprattutto della chiesa e del movimento cattolico di questa parte meridionale del Veneto: un Veneto di periferia, abitato in prevalenza da contadini, braccianti, pescatori, piccoli artigiani e lontano dai grandi centri urbani.
Recuperando e riproponendo le pagine di vent’anni consecutivi del giornale si offrono interessanti fonti documentarie utili per la storiografia, soprattutto locale, ma anche più generale (pur di settore)
.
Ma una riflessione organica su questa esperienza specifica come fa questo libro, che tocca ogni aspetto: dall’organizzazione alla diffusione, dai protagonisti ai temi e ai contesti, può risultare anche un utile contributo anche alla storia del giornalismo.
Vediamo quindi come è organizzato il volume.
Ritengo che questo studio sia il più bel omaggio che si poteva fare per questo significativo 60° compleanno. Con orgoglio si scrive che in loco nessuna esperienza del genere può vantare una simile continuità.
Il più bel omaggio, perché ripercorre in modo dettagliato, vorrei dire certosino, proprio il momento delle radici, la fondazione (23 dicembre 1945), i suoi primi passi fino a mettere solide basi, premesse di una crescita progressiva che ha portato nel tempo ad una istituzione che oggi appare solida, vivace e senz’altro più aperta alla società contemporanea.
Questi 20 anni vengono riletti dividendoli in tre periodi:
1. dal dic. 1945 al 1951 (periodo della ricostruzione postbellica) – direttore Mario Alfieri
elementi di svolta: elezioni amministrative – l’alluvione in Polesine – fine episcopato mons. Giacinto Ambrosi.
2. dal 1951 al 1960
elementi di svolta: vescovo G. Battista Piasentini – cambio
direttore: Agostino Bonivento – pontificato di Giovanni XXIII.

Pagina sucessiva
   
Mený principale