I PESCATORI CHIOGGIOTTI AI CENTRO DI UN «CASO ARTISTICO» DELL'800
La tela del pittore romantico Leopold Robert

Tra i moltissimi pittori italiani e stranieri che nel secolo scorso e in quello presente scelsero l'ambiente chioggiotto come soggetto per i loro quadri (una storia ancora tutta da scrivere), primeggia indubbiamente la figura dello svizzero Leopold Louis Robert, per la singolarità della sua personalità, per la valenza della sua esperienza umana e artistica, nonché per il clamore che la sua opera, proprio sull'ambiente chioggiotto, suscitò al punto da diventare un «caso».
Robert (nato a Esplature, presso La Chaux-de-Fonds il 13 maggio 1794 e morto a Venezia il 20 marzo 1835), nel dicembre del 1834, pochi mesi prima della sua tragica morte, aveva esposto nel suntuoso atelier di Palazzo Pisani a Venezia un'attesa opera, considerata il suo capolavoro: Partenza dei pescatori dell'Adriatico per la pesca a lungo corso.
Si tratta di un olio su tela di dimensioni ragguardevoli (186 x 247 cm.) che gli era stato commissionato da M. Paturle di Parigi, per essere esposto al Salon e si trova ora conservato al Museo delle Belle Arti di Neuchâtel in Svizzera. (Una riproduzione ridotta, a stampa litografica, è conservata in Municipio di Chioggia, nella sala della Giunta). «Quadro straordinario - lo ha definito lo studioso Fernando Mazzocca - forse   l'opera   più   bella  e   importante   dipinta  a   Venezia

 
nell'Ottocento, deve la sua lunga fama al fragoroso scontrarvisi tra il drammatico epilogo dell'infelice artista e le polemiche sulla pittura di genere».
Innanzitutto è utile offrire alcuni dati biografici di quest'artista.
Robert, giovanissimo si era recato a Parigi ed aveva studiato all'Accademia delle Belle Arti sotto la guida dei celebre maestro J.L. David. Nel 1814 aveva subito messo in luce le sue straordinarie capacità artìstiche, conseguendo il 2° premio d'incisione. Poi nel 1818, grazie ai mezzi messi a disposizione da un mecenate, si era recato a Roma e assieme al compagno Jean Victor Schnelz, oltre a dipingere vedute di chiese e conventi, s'era ispirato alla registrazione di scene di vita popolare. Lo avevano particolarmente impressionato i briganti di Sonnino, imprigionati in Castel Sant'Angelo, al punto che ne aveva tratto lo spunto per dipingere scene di brigantaggio. Stava emergendo il travaglio in quel periodo sia in arte come in letteratura, di cercare nuovi percorsi, dopo l'esaurirsi dei motivi celebrativi e idealizzanti dell'epoca neoclassica che avevano trovato appunto nel suo maestro David e in Canova i più autorevoli esponenti. L'obiettivo di Robert si stava spostando verso la rappresentazione del reale, della natura e dei personaggi popolari.
Da un suo viaggio per l'Italia doveva maturare un grande ciclo, tutto italiano, rappresentante aspetti tipici nelle diverse stagioni dell'anno. Lo troviamo così nel 1827 nel Napoletano per fissare la primavera meridionale: realizza il «Ritorno del pellegrinaggio alla Madonna dell'Arco», Ritorna poi a Roma e, per l'estate, nel 1830 compone «La sosta dei mietitori nelle paludi Pontine». L'itinerario poi comprendeva un soggiorno  a  Firenze, dove  giunge  nel  1831  e,  per  l'autunno,  dipinge
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