1957-2007 - LA SCUOLA “ GIUSEPPE MARCHETTI ” COMPIE 50 ANNI

A conclusione di un anno di iniziative la scuola Marchetti ha prodotto un interessante libro: 1957-2007 – La scuola “Giuseppe Marchetti” compie 50 anni, a cura di Boscolo Erminio Bibi.
E’ davvero un libro curioso, sia nel senso che ci trasmette tante notizie interessanti e poco note ai più, ma anche perché si pone con quella “sacra curiositas” che sta alla base di ogni ricerca e della scienza in generale.
Il volume è diviso i tre parti:
1. Le ricerche e i documenti storici;
2. Le testimonianze dei protagonisti della scuola, (dal direttore agli scolari);
3. Le esperienze didattiche realizzate in questo anniversario.
Tutti momenti che si intrecciano e si integrano in un unico progetto dalla grande valenza educativa. Innanzitutto c’è da dire che questa costruzione fu “un grande avvenimento” per Chioggia, soprattutto se si ritiene che la storia di una scuola è, sì, una microstoria, ma che si intreccia con la storia della città e della nazione.
Innanzitutto risulta importante il recupero del contesto in cui è avvenuto: uno spaccato che oggi ci sembra addirittura incredibile.
Allora lo stato dell’edilizia scolastica nel Centro di Chioggia
 

risultava spaventoso.A metà degli anni Trenta frequentano le elementari 2.073 alunni (sui 3.000 in in obbligo), sistemati in sole 30 aule nella maggior parte in edifici di recupero.
Vent’anni dopo le cose sono addirittura peggiorate, perché funzionano 79 classi sparpagliate in 40 aule di otto edifici. Atavica carenza di strutture che contribuiva al triste primato di avere “la poco edificante palma dell’analfabetismo regionale”.
Dati  che  vanno  di  pari  passo  con  quelli  della diffusa povertà esistente nel dopoguerra.
Sono le 190.400 le razioni erogate in complessivi 139 giorni (in pratica una media di 1.360 pasti al giorno della refezione scolastica di massa per i bambini bisognosi (il “paparoto”).
Sono i 1.500 bambini delle elementari e 800 della media unica oggetto di assistenza da parte del Patronato scolastico.
Ma non vi era solo la povertà della gente, ma anche quella del Comune, che per realizzare questa scuola ha penato quasi trent’anni passando tre tipi di amministrazioni: fascista, socialcomunista e democristiana, al punto che è anche difficile alla fine attribuirne la paternità.
Il primo progetto faraonico è del 1935 e prevedeva la sua costruzione (di stile classico-razionalista) nell’area del Suburbio. Poi venne la guerra.
E solo nel 1948 viene rifatto un progetto da parte dell’ing. Antonio Nordio, prevedendo l’attuale costruzione (24 aule) realizzata soltanto 7 anni più tardi in due stralci e di fronte di un vero calvario per accendere i relativi mutui per un totale d 95 milioni.
Per questo l’inaugurazione il 1° novembre 1960 con la partecipazione del primo ministro Amintore Fanfani ha il sapore di un simbolo della volontà

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